martedì 19 febbraio 2008

West Ham United FC - I'm forever blowing bubbles

PRIMA LA CANZONE..POI LO STADIO!
SOLO PER POCHI INTENDITORI DI BUON TIFO!
GODETEVELI..and GOOD FELLAS!!

ALESSANDRO CARUSO

Blowing Bubbles

..UNO SPETTACOLO FANTASTICO!!

continua...

ALESSANDRO CARUSO

domenica 17 febbraio 2008

PRECISAZIONI E RIFLESSIONI

Vi è bisogno di precisare alcune cose rispetto ai commenti vari rilasciati nei post del blog.
La comunità di Arcadia si è sempre distinta all'interno del movimento giovanile di Azione Giovani e di Azione Universitaria per la sua serietà e lealtà rispetto ai principi e ai valori che professa.
I membri della nostra comunità si sono sempre sentiti innanzitutto parte integrante di Azione Giovani e di Azione Universitaria e susseguentemente di Arcadia. Non ci sono mai piaciute concezioni settarie ed elitarie della nostra comunità, ritenendo che la Politica come la Politeia siano cose alle quali tutti dovrebbero partecipare.
La nostra intesa politica con un gruppo del movimento ( Generazione Protagonista ) non comporta alcun clima di ostitlità nei confronti di altri gruppi, anzi è da stimolo per un dibattito politico più costruttivo e denso di contenuti.
La posizione di questa comunità, in questi giorni, è di valutazione e attesa nei confronti di ciò che la politica italiana e del nostro partito faranno. Ogni riflessione è puramente personale e legittima, ma ad oggi non è possibile dare alcun tipo di giudizio definitivo.
La natura di questo blog è di dare risalto al pensiero di Arcadia, dei suoi membri e di chiunque abbia voglia di parteciparvi, accettandone contraddittori e critiche senza nessun tipo di censura, come tra l'altro dichiarato in uno dei tanti commenti dal nostro portavoce Fabio D'Andrea.

Dopo aver chiarito questi punti preliminari, vorrei analizzare la situazione politica nazionale e del nostro partito.

Si è dibattuto tantissimo in questi giorni e tanto si parlerà nei prossimi che le mie parole potrebbero essere retoriche e cadere in un silenzioso nulla senza fine, ma provo a rendervi partecipi dei miei sentimenti di militante, di dirigente e di uomo di DESTRA.
Non penso sia più tempo della corsa a chi è più fascista, chi è più democristiano e a chi è più berlusconiano. Questi stereotipi devono essere superati perchè la società ha bisogno di contenuti e non di contenitori. L'ultima volta che mi sono sentito fascista avevo 16 anni e da lì in poi ho sempre ritenuto il ventennio una parte importante della mia storia e della mia cultura politica ma non più qualcosa a cui ispirarmi o a cui aggrapparmi. In compenso non mi sono mai sentito democristiano e mai lo sarò fin quando non andrò nella tomba.
E allora cosa sarei?
E' possibile che ci siano solo questi due termini di paragone? O esiste qualcos'altro che nn sia nessuno di questi? Io penso di si, ma in Italia manca da un centinaio di anni.
Una destra conservatrice e moderna, una destra " storica " che fece l'Italia e il Risorgimento, la destra di Cavour e di Vittorio Emanuele II.
C'è una destra di questo tipo in Italia?
Alleanza Nazionale " è " un contenitore di tante destre; da quella liberale a quella sociale, dalla cattolica alla laica, dalla monarchica alla repubblicana, dalla trazionalista a quella nazionalista.
Questo grande insieme di sentimenti e di filosofie politiche sono state assieme per decenni grazie all'opera del Movimento Sociale che poi è diventato Alleanza Nazionale.
Oggi An ha deciso che questo contenitore si unisce in un nuovo movimento dai contorni dalla difficile comprensione. Nessuno di noi sa come andrà a finire; se il Popolo dell Libertà sarà troppo di destra ( come dice Casini ) o sarà troppo di centro ( come dice Storace )?.
Prezzolini diceva che esistevano trentatre destre e che ognuna di queste aveva delle peculiarità che le rendeva diverse e a volte antitetiche l'una all'altra ( prendete quella liberale e quella sociale per comprendere ).
Il PDL quale sarà? Come potremmo classificarlo?
Le definizioni non mi piacciono. Sono necessarie, ma riduttive. Preferirei la critica delle definizioni.
E la critica allora sta nell'assenza di valori etici e politici ben precisi in questo nuovo movimento. Non esiste una condivisione precisa di ideali, non esistono modelli di vita e di pensiero comuni in questo momento; o almeno non lo si è detto. E' questa la critica; la mancanza di comunicazione di una scelta, la privazione da un giorno all'altro di una difficile identità costruita in 50 anni a caro prezzo ( vedi Di Nella, Cecchin e tutti i nostri martiri camerati ), la perdita di fiducia nel nostro leader e la possibilità di essere confusi con chi, con tutto il rispetto, ha un livello culturale, politico e di movimento inconfondibilmente inferiore rispetto a Noi. Questa non è presunzione ma orgoglio di far parte di una Comunità storica e importante.
La mia critica è rivolta alla possibilità che tutto ciò sia stato fatto solo per tornaconti elettorali e personali, giocando con le vite di tanti militanti così distanti ma uniti nella battaglia, così diversi nei pensieri ma solidali nella lotta, a volte troppo correntizi ma alla fine ognuno indispensabile per l'altro.
Questo è quello che lascia perplessi, questo è quello che il Presidente non ci spiega ed è anche quello che i Colonnelli non chiedono.
Noi siamo giovani e per questo motivo subiremo le loro scelte; nel bene e nel male avremo davanti una realtà da noi non voluta in questi termini e non ci rimarrà che farci forza e guardare il profondo del nostro cuore e del nostro animo per capire ciò che sarà più giusto fare.
A ognuno di noi la storia ci consegnerà il fardello della continuità, ma a quale prezzo?




ARCADI.........AU.....AU....AU!!!

sabato 16 febbraio 2008

...vagheggiando sul centro-destra


Lo scenario partitico italiano assiste alla nascita di una nuova creatura. Qualcosa da far rabbrividire chi, per forza di cose, si trova proiettato nella corsa verso il centro. La Destra e Fiamma Tricolore si presenteranno come unico soggetto in vista delle elezioni politiche ed amministrative... a mio avviso si apre qui la grande sfida concettuale, quella che tempesterà l'animo di tanti. Sopratutto di quelli che vivono la politica come esperienza lessicale, a livello di definizioni. Parlo genericamente di quei tanti che davanti ad una scheda elettorale riflettono sulla propria collocazione spaziale, ritenendo di votare chi partiticamente più a destra realmente sta. La nuova macchina da voti, annunciata ieri in una conferenza stampa alla camera, vedrà la Santachè candidata premier, Storace come sindaco della capitale e Buontempo alla provincia. Mossa da non sottovalutare, potrebbe innescare un temibile fascino nelle coscienze di tanti sfiduciati, infelici della nuova etichetta molto liberal e poco conservatrice... molto più centro che destra. E' questo secondo il mio più modesto parere il rischio più grosso che si corre, non esclusivamente entro il mondo militante, ma a livello di volgo. Non vorrei suscitare inutili allarmismi, ma semplicemente attizzare gli animi più demoralizzati, maggiormente segnati dalle recenti bizzarrie della politica contemporanea, affichè spingano affinchè non si affondi nella palude ma ci si tenga alla sua destra.
Il monopolio delle soluzioni poliche non spetta di certo di noi, ma occorre spingere per evitare che il neonato PDL possa essere una riedizione di una stagione politica morta e sepolta; Evitarne la resurrezione è fondamentale, ancor più grave sarebbe ricorrere a sedute spiritiche... Tralascio un punto, quello legato al come... spero che gli affezionati al blog diano risposte soddisfacenti sul come evitare il collasso centrista, affinchè si diano risposte di destra da una collocazione spaziale definita come centro-destra.


Marco C.

Fini: "AN si scioglierà in autunno"

Il pezzo è tratto da Corriere.it, c'è l'ufficialità del partito unico. Si apre una nuova stagione, e dico solo che non è detto sia peggiore di quella che si avvia a concludersi.

ROMA - Alleanza nazionale non c'è più. Ma la sua fine verrà certificata tra qualche mese. «In autunno si terrà il congresso di Alleanza nazionale e lì stabiliremo le tappe e le regole che porteranno a un soggetto unico. Lo scioglimento di An passerà da quel congresso. Ovviamente la stessa cosa dovrà farla Forza Italia». Lo ha dichiarato il presidente di Alleanza nazionale Gianfranco Fini in un’intervista concessa al quotidiano «Libero».

RAPPORTO CON L'UDC - Sul rapporto con l’Udc di Casini, Fini ha dichiarato che «Se andrà da solo alle elezioni la cosa non potrà che dispiacermi. Però il mio amico Pier non può pretendere di fare parte di una coalizione senza partecipare al progetto da cui è nata. L’alleanza con la Lega è un fatto a sé per la sua tipicità del suo essere movimento territoriale. L’Udc non è nella stessa condizione». Fini esclude di fare una semplice alleanza elettorale con Casini così come il Pd l’ha fatta con L’Italia dei Valori di Di Pietro. "Francamente non vedo la ragione dell’operazione. Veltroni ha fatto l’accordo con l’Italia dei Valori perché spera di agganciare il dipietrismo, cioè quel miscuglio di antipolitica e di giustizialismo che l’ex pm rappresenta insieme a Grillo. E comunque non vedo neanche il perché dovremmo ripetere l’errore di Veltroni. Lui aveva detto che sarebbe andato da solo e invece ha stretto un accordo con Di Pietro. Lasciamo che sia il solo a contraddirsi». Fini ha anche sottolineato che il nuovo partito «Il Popolo della Libertà non nasce a San Babila, sul predellino o ai gazebo: nascerà nell’urna il 13 e il 14 aprile e che non è un partito deciso unilateralmente da Berlusconi».

venerdì 15 febbraio 2008

Ricordo di una fiamma di mezz'estate

Amici miei, inizio così, poichè presto non potremmo appelarci in altro modo. Stiamo assistendo a quello che sarà forse il decesso di una storia gloriosa. I miei sono pensieri sparsi in questi attimi di confusione, in questa corsa sfrenata verso la fine.Quello che mi chiedo e se ancora una volta saremo pronti a lasciarci alle spalle una parte della nostra storia. Noi, quelli della generazione X, quelli che si commuovono davanti la morte di giovani idealisti del nostro passato, quelli che la politica la fanno ancora a colla e manifesti. Ricordo il primo giorno in cui decisi di fare politica. Avevo 16 anni, il capello lungo e la testa vuota. Il liceo dove passavo parte del mio "prezioso" tempo era privo della palestra, una tematica ridicola se pensiamo a quelle che affrontiamo oggi, ma vitale per degli studenti che facevando dello sport la loro ragione di svago. Così pian piano iniziai la mia battaglia personale che sfociò in una rivolta liceale. Torna ancora in mente l'ebrezza provata in quegl'attimi, sulla vetta di un palco arrangiato. Una cattedra così vecchia da aver visto ben altre rivoluzioni studentesche. La mia voce che rimbombava nell'atrio "Da questo momento la scuola è occupata" e l'euforia della folla, quella con il capello lungo con la testa vuota. In quel momento mi sono innamorato di lei, della politica. Un pò puttana certo, ma calda e amaliante. Tra le sue braccia mi sentivo sicuro e coccolato. Quella testa vuota ora cominciava a colmarsi di idee,di sentimenti, di progetti e speranze. Più tardi mi iscrissi ad Alleanza Nazionale, sapevo a malapena chi era Almirante. L'accoglienza fu fredda e discreta, passai quasi del tutto inosservato. Fin quando non uscì per la mia prima affissione, eravamo sotto campagna elettorale, l'ultimo giorno in cui si presidiano i manifesti. Più in la i "compagni" coprivano il nostro simbolo ancora fresco di colla, i più grandi partirono a muso duro e dopo i classici insulti di cortesia un rosso sferra un gangio. In pochi attimi si scatenò una tempesta di pugni e calci. Ahime! io mi trovai nel mezzo. Ne presi così tante che sembravo uno di quei maleddetti cubi a 6 colori, infatti passavo dal nero al viola per finire con il rosso. Non potrò mai dimenticarlo. Avevo difeso qualcosa nella quale credevo e l'avevo condivisa con altri valorosi "Amici". Quel giorno mi innamorai della fiamma che ardeva dentro il nostro simbolo e dentro il cuore di ogni uomo che difende quello in cui crede.
Arcadi, qualunque cosa succeda, non dimentichiamo.




Lucignolo


P.s. Un consiglio ragazzi "La politica e come il sesso, c'è sempre qualcuno che ti vuole fottere"

giovedì 14 febbraio 2008

Campagna elettorale, puntata 0


Continuano ad essere silenzi assordanti. Ore difficili per chi della politica ha fatto uno stile di vita. Non bastano le poche parole rese a Il Messaggero per allontanare le ombre sulla figura di Gianfranco Fini e sul futuro di Alleanza Nazionale. In un momento come questo, durante il quale il presenzialismo più efferato ha la meglio su una par condicio ormai vecchia (come si fa a dare spazio in eugual modo a 7, dico sette, candidati premier?), il nostro leader è rimasto a bocca asciutta. O meglio, magari sorseggiava un amaro con ghiaccio mentre il Cavaliere si innalzava per la quinta volta a capo del centro destra.

A tenere banco, manco a dirlo, è il Popolo delle Libertà. Le domande si rincorrono, le risposte latitano. Perchè mentre tutti i leader fanno a gara nell'impugnare microfoni e lanciare slogan quanto mai vecchi, Gianfranco Fini è ingessato su una tattica attendista che non rende merito a quanti hanno creduto e continuano a credere in lui. La promessa di fare chiarezza il prossimo sabato nasconde un "caos calmo" (ossimoro quanto mai di moda in questi tempi) dai contorni aleatori. Alleanza Nazionale si trova in un vicolo cieco e rimane difficile spiegare al suo popolo il matrimonio con Forza Italia in nome del partito Popolare Europeo. E' stato scritto in questi giorni un capitolo oscuro della politica italiana, dietro il quale si celano interessi ancora nascosti e opportunità lontane per i non addetti ai lavori.

Questo apparentamento tra AN e FI fa il paio con quello del PD. Differenti le modalità, del tutto identiche le finalità. Se per il Partito Democratico si è ricorso ad un giro di primarie quanto mai pilotato, dall'altro abbiamo assistito ad un connubio verticale accellerato dalle imminenti elezioni. Il principale motivo che ha spinto i maggiori 4 partiti italiani a dare vita a queste due nuove formazioni politiche votate al maggioritario, è da leggersi nella paura. La frammentazione post aprile 2006 e il Grillo fenomeno hanno inchiodato i vertici di Ds, Dl, Fi ed An ad una riflessione tempestiva. Da un lato infatti i maggiori partiti erano sotto scacco dai piccoli, dall'altro il vento dell'antipolitica minacciava i grandi signorotti che al prossimo scandalo sarebbero andati a casa. Meglio rimischiare le carte.

Un Bruno Vespa quanto mai in forma ha aperto la sua personale (vi prego aiutatemi, ho perso il conto....) campagna elettorale. Prima Berlusconi, poi Veltroni: percentuali di share impressionanti fanno da contorno ad una campagna elettorale partita con ritmi blandi. Un primo dato secondo me è evidente. Con i toni bassi Veltroni è forte, non superiore, ma si trova a suo agio. Ha infilato una serie di stoccate nascoste dietro l'apparente buona educazione che nessuno gli ha mai negato. Sono rimasto favorevolmente colpito dal passaggio sulla formazione. Il vero antidoto alla casta è la formazione. Dove l'ignoranza regna si annida il clientelismo. Il Cavaliere invece mi sembra aver bisogno delle folle oceaniche per scaldarsi. Rimane la promessa sull'Ici e si fa strada la possibilità di vendere ai giovani immobili a prezzi vantaggiosi. Il Cavaliere potrà contare ancora una volta, su un Gianfranco Fini ancora in veste di delfino, ma bisogna vedere quale uso ne farà. Dall'altro lato l'ipotesi di correre da soli, tanto sbandierata, è stata immediatamente smentita e si è rivelata un boomerang.

"Rialzati, Italia" vs "Si può fare". Entrambi i payoff non mi convincono. Nel primo caso mi viene alla mente un bastone, uno strumento inflazionato dalla nostra classe dirigente. Nel secondo viene ripreso in maniera strumentale lo slogan di Generazione U (Adinolfi) e si cerca di cavalcare approssimativamente l'onda mediatica di Obama.

Chiudo con un pensiero triste. Mi unisco al cordoglio per la morte del maresciallo Giovanni Pezzulo. Le campagne elettorali alimentano sogni, speranze; l'azione dei nostri militari nel lontano Afghanistan come in tutti gli altri territori infestati dalla guerra regalano la vita. "Il sacrificio di papà possa contribuire a cambiare le cose. Mi farebbe piacere l'esposizione del tricolore perchè lui, ad esempio, in occasione dell'anniversario dell'attentato di Nassiriya lo metteva sempre in onore dei colleghi caduti".

AG Marcellina saluta

Salve ragazzi, un saluto da tutti gli amici del gruppo ARCADIA-Marcellina! Vi facciamo tantissimi complimenti per il vostro blog. A presto!

FINI HA PARLATO: INTERVISTA USCITA SUL MESSAGGERO...LEGGERE PER CAPIRE.


Il nostro Blog continua la sua opera di comprensione politica della nuova situazione che si sta delineando nella destra della barricata. Eccovi un altro documento su cui riflettere per trarre poi le opportune conclusioni.


mercoledì 13 febbraio 2008

L'ultima trillata

Stempero per qualche minuto la tensione di questi giorni...e vi segnalo il trailer di un film che promette di superare ogni record al box office